Terza Domenica di Pasqua

DIOCESI DI TRIESTE

Terza Domenica di Pasqua

✠ Giampaolo Crepaldi

Cattedrale di San Giusto, 26 aprile 2020

 

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo!

1.         In questa terza domenica di Pasqua, la Chiesa ci propone di meditare il brano del Vangelo di Luca (24,13-35) che racconta il viaggio memorabile di andata e ritorno da Gerusalemme a Emmaus e da Emmaus a Gerusalemme di due discepoli del Signore: nel viaggio di andata sono pieni di delusione, in quello di ritorno sono pieni di gioia. A determinare in loro questo repentino cambiamento è Gesù: scappano delusi da Gerusalemme dopo aver visto Gesù Crocifisso, ritornano gioiosi a Gerusalemme dopo aver incontrato Gesù Risorto. Nel loro andare e ritornare è sintetizzato il loro – e, alla fine, anche il nostro – itinerario di fede, che fu scandito da tre incontri fondamentali. Il primo, fu l’incontro con Gesù, Parola di Dio: Gesù, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Il secondo, fu l’incontro con Gesù nell’Eucaristia: Gesù spezza il pane e i due discepoli riconoscono il Signore. Il terzo, fu l’incontro con Gesù nella comunità cristiana: essi infatti partirono senza indugio per riferire ciò che avevano vissuto, cioè l’esperienza di gioia e di fede che avevano fatto nell’incontrare il Risorto. Questo stupendo testo evangelico contiene in nuce la struttura della Santa Messa: nella prima parte, l’ascolto della Parola attraverso le Sacre Scritture; nella seconda, la liturgia eucaristica e la comunione con Cristo presente nel Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue. Nutrendosi a questa duplice mensa, la Chiesa si rinnova di giorno in giorno nella fede, nella speranza e nella carità.

2.         Carissimi fratelli e sorelle, come per i discepoli di Emmaus, anche la nostra vita cristiana è generata dall’incontro con Gesù Risorto ed ha bisogno che Lui si faccia nostro compagno nel duro e incerto viaggio della vita. È la sua compagnia che alimenta gli orizzonti salutari del credere, dello sperare, dell’amare, dell’essere uomini e donne nuovi. È la sua compagnia che trasforma il cammino della nostra vita da una girovaganza senza capo né coda in un pellegrinaggio pieno di senso. È troppo invocare questa compagnia? È troppo desiderare che il Risorto si faccia nostro compagno di strada? Fratelli e sorelle, come e dove possiamo coltivare questa compagnia con il Risorto? Ascoltiamo il testo evangelico: “Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Ed ecco si aprirono i loro occhi e lo riconobbero”. È l’Eucaristia il luogo e l’anima della compagnia cristiana: di Gesù con noi e di noi con Lui. Eppure oggi, non so se per qualche omissione di istanze doverose o per imponderabili decisioni lesive della libertà di culto, noi cristiani siamo ormai da troppo tempo privati dell’Eucaristia, e anche, in qualche caso, oggetto di sanzioni che sconcertano e preoccupano. A questo stato di cose bisogna porre rimedio, in modo veloce e responsabile. Preghiamo la nostra amata Madonna della Salute affinché ci faccia la grazia di riprendere a rivivere l’esperienza dei discepoli di Emmaus che riconobbero il Signore dallo spezzare il pane eucaristico.