Festa di San Giovanni Bosco

DIOCESI DI TRIESTE

FESTA DI SAN GIOVANNI BOSCO

+ Giampaolo Crepaldi

Parrocchia di San Giovanni Bosco, 31 gennaio 2018

 

Cari confratelli della Comunità salesiana, cari fratelli e sorelle di questa parrocchia!

1.         Sono particolarmente lieto di condividere con voi tutti la grazia di questa celebrazione eucaristica con la quale intendiamo onorare la memoria del vostro Santo Patrono San Giovanni Bosco, che, questa sera, con fervore preghiamo di aiutarci a vivere in pienezza la nostra vita cristiana. Sappiamo che San Giovanni Bosco è riconosciuto nella Chiesa come il Padre e il Maestro dei giovani sulla via della santità. Per quest’anno, la memoria del Santo deve necessariamente essere collegata con l’iniziativa promossa dal Santo Padre Francesco di tenere un Sinodo universale dei giovani a Roma sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Anche la nostra Diocesi sta lavorando alacremente su questo difficile e complesso ambito pastorale. Questa sera sarà opportuno soffermarci quindi a considerare la vocazione di San Giovanni Bosco, per ricevere quelle preziose indicazioni che possono sostenere e orientare anche il nostro cammino diocesano. Nelle Costituzioni dei Salesiani al n. 1 troviamo scritto: “Lo Spirito Santo suscitò, con l’intervento materno di Maria, san Giovanni Bosco”. Qui l’accento, come si conviene al primo atto di ogni storia vocazionale, è posto sull’iniziativa gratuita di Dio. La risposta di Don Bosco è ben sintetizzata da poche parole che esprimono il suo “sì” incondizionato alla chiamata: “Ho promesso a Dio che fin l’ultimo mio respiro sarebbe stato per i miei poveri giovani”. Anche queste parole sono citate nelle Costituzioni al n. 1. Da esse traspare l’amore profondo e paterno di Don Bosco ai giovani e la sua totale dedizione alla chiamata del Signore. Ogni vocazione è una chiamata che viene da Dio e implica una generosa risposta nostra a Dio.

2.         Cari Fratelli e sorelle, alla chiamata-risposta deve seguire l’impegno missionario. Infatti, Don Bosco, e tutti coloro che ne condividono il carisma, sono mandati per “essere nella Chiesa segni e portatori dell’amore di Dio ai giovani, specialmente ai più poveri”. Così troviamo scritto nelle Costituzioni dei Salesiani al n. 2. A riprova di tutto questo desidero leggere un breve brano delle Memorie del vostro Santo Patrono, che riporta uno dei suoi sogni: “A nove anni ho fatto un sogno. Mi pareva di essere vicino a casa, in un cortile molto vasto, dove si divertiva una gran quantità di ragazzi. Alcuni ridevano, altri giocavano, non pochi bestemmiavano. Al sentire le bestemmie, mi slanciai in mezzo a loro. Cercai di farli tacere usando pugni e parole. In quel momento apparve un uomo maestoso, vestito nobilmente. Un manto bianco gli copriva tutta la persona. La sua faccia era così luminosa che non riuscivo a fissarla. Il Signore mi chiamò per nome e mi ordinò di mettermi a capo di quei ragazzi…”. A partire da questa visione si snoda – come il nastro di un film – tutta la storia della vocazione e della missione di Don Bosco.

3.         Cari fratelli e sorelle, la storia della vocazione e della missione di Don Bosco deve essere anche la storia della vostra parrocchia e di tutta la nostra Chiesa diocesana. Tutti siamo ben consapevoli che il mondo dei giovani è un mondo che sembra aver imboccato la strada dell’allontanamento da Cristo e dalla Chiesa, mettendoci tutti di fronte a una situazione complicata e incerta sui suoi esiti futuri. Perché e come si è giunti a questa situazione? È una domanda che, con molta umiltà, tanta preghiera e autentico discernimento pastorale, bisognerà affrontare, ponendosi in ascolto della realtà giovanile sia all’interno delle nostre comunità (parrocchie, associazioni e movimenti) sia dei giovani del nostro territorio, con la convinzione che senza la fede in Cristo e senza l’esperienza della comunione ecclesiale un giovane rischia non di essere più ricco, ma di essere più povero in umanità e nei suoi propositi e progetti di vita. Come Don Bosco, anche il Vescovo ha un sogno. Quello di una Chiesa disponibile ad orientare i giovani verso l’incontro con Gesù Cristo e verso un’adesione sempre più convinta al senso di vita che Egli rivela. La vocazione è, infatti, sequela di Gesù Cristo. Una Chiesa disponibile a portare i giovani alla relazione personale con Lui, affinché i giovani conformino a Lui lo sviluppo personale e trovino in Lui il centro unificatore della loro vita. Affidiamo questi sogni e impegni pastorali a Maria Ausiliatrice e alla sua materna protezione.