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Venerdì Santo | Celebrazione della Passione del Signore

DIOCESI DI TRIESTE

VENERDÌ SANTO

✠ Giampaolo Crepaldi

Trieste, Cattedrale di San Giusto, 10 aprile 2020

 

Cari fratelli e sorelle in Cristo!

1.           Oggi la Chiesa ci invita a rivolgere la nostra attenzione all’Albero della Croce che preghiamo con queste parole: “Adoriamo la tua Croce, Signore, lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione. Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo”. L’adorazione della santa Croce è un gesto di fede e, insieme, una proclamazione della vittoria di Gesù. Il Padre ha scelto la Croce come tappa fondamentale del percorso terreno del suo Figlio Gesù, condizione imprescindibile per giungere poi al trionfo della risurrezione. Secondo il sapiente e misterioso disegno divino, lo stesso percorso è tracciato anche per noi discepoli del Figlio Gesù, in cammino verso la gioia e la vita eterna. Tutto questo è ben descritto nella Lettera ai Galati di san Paolo: “Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo del quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo» (Gal 6,14).

2.           Cari fratelli e sorelle, al santo mistero della pietà che rifulge nella Croce di Gesù, vogliamo associare le sofferenze che portiamo nel cuore, soprattutto nella desolante situazione che viviamo a causa dell’epidemia che ci ha reso tutti fragili e smarriti. Vogliamo associare le migliaia di morti e di contagiati, le inenarrabili tribolazioni delle famiglie, di chi lavora e produce, dei poveri: fratelli e sorelle della nostra Trieste, dell’Italia e del mondo intero, vittime designate di una guerra crudele condotta da un nemico imprevedibile e implacabile. In ginocchio ai piedi della Croce di Gesù imploriamo la grazia della sua consolazione, certi che “Dio nostro Padre, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza”, conforterà i cuori di tutti (cf. 2Tess 2,16ss). Nel giorno del Venerdì Santo tutto tace, non nella disperazione, ma nella speranza, perché Cristo, l’ultimo Adamo, ha teso la mano al primo Adamo, perché Maria, Madre di Dio, ha asciugato le lacrime di Eva, perché attorno alla roccia mortale del sepolcro Gesù, ha ripreso a fiorire il giardino della vita risorta in Lui.