XXV Giornata Mondiale del Malato

DIOCESI DI TRIESTE

XXV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

+ Giampaolo Crepaldi

Parrocchia Madonna del Mare, 11 febbraio 2017

 

Carissimi fratelli e sorelle,

1.           Celebriamo oggi la XXV Giornata Mondiale del Malato, riuniti attorno all’altare dove viene rinnovato eucaristicamente il sacrificio della passione, della morte e della risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. La sua presenza eucaristica è il segno del suo amore e della sua misericordia per noi. Sì, Gesù non ci lascia soli nelle circostanze del dolore, della fragilità e della debolezza. A volte, quando avvertiamo il peso della sofferenza, della malattia, della solitudine, riteniamo che il Signore ci abbia abbandonato. Non è mai così. Gesù è sempre con noi, soprattutto quando siamo deboli, quando il nostro corpo o il nostro spirito soffrono. Lui c’è. È lì, ci tende la mano, il suo amore ci sostiene e ci accompagna. Chiediamoci: dove trova la forza un malato, un debole, un sofferente? La risposta ce la offre San Paolo che scrisse: «Mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte» (2Cor 12,10). Paolo sente una grande forza nella debolezza, perché la sua forza non viene da un corpo sano, robusto, ma dalla presenza del Signore, dal suo amore. Cari amici, ecco il segreto della vostra e nostra vita: noi prendiamo forza dal Signore. È lui che ci fa vivere e ci rende persino testimoni del suo amore.

2.           Carissimi fratelli e sorelle, nel brano del Vangelo che abbiamo letto, ci viene detto che Gesù è la pienezza della legge perché egli è la parola definitiva del Padre (cf. Eb 1,1). Paolo afferma che «chi ama il suo simile ha adempiuto la legge… Pieno compimento della legge è l’amore» (Rm 13,8-10). Il cristiano è prima di tutto il discepolo di Gesù, non colui che adempie la legge. I farisei erano scrupolosi nella realizzazione letterale e minuziosa della legge; ma ne avevano perso lo spirito. Di qui la parola di Gesù: «Se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei…». Superare il legalismo, attraverso l’amore, attraverso il servizio del prossimo, secondo i disegni divini. Ed è per questo che Gesù enumera sei casi della vita quotidiana in cui si manifesta questo amore concreto: la riconciliazione con il prossimo, non adirarsi, non insultare nessuno, non commettere adulterio neanche nel desiderio, evitare il peccato anche se vi si è affezionati come al proprio occhio o alla propria mano destra, non divorziare da un matrimonio valido… Il contrasto con i criteri che reggono il mondo attuale non potrebbe essere maggiore. Per quali valori i cristiani scommettono? Ancora una volta siamo confortati dalla affermazione di Cristo: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (Mt 24,35).

3.           Carissimi fratelli e sorelle, nel suo Messaggio per questa XXV Giornata Mondiale del Malato, intitolato Stupore per quanto Dio compie: «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente …» (Lc 1,49), il Santo Padre Francesco si sofferma a parlarci di santa Bernadette, la santa che ebbe la grazia di vedere la Madonna a Lourdes. Queste le parole del Papa: «L’umile ragazza di Lourdes racconta che la Vergine, da lei definita “la Bella Signora”, la guardava come si guarda una persona. Queste semplici parole descrivono la pienezza di una relazione. Bernadette, povera, analfabeta e malata, si sente guardata da Maria come persona. La Bella Signora le parla con grande rispetto, senza compatimento. Questo ci ricorda che ogni malato è e rimane sempre un essere umano, e come tale va trattato. Gli infermi, come i portatori di disabilità anche gravissime, hanno la loro inalienabile dignità e la loro missione nella vita e non diventano mai dei meri oggetti, anche se a volte possono sembrare solo passivi, ma in realtà non è mai così. Bernadette, dopo essere stata alla Grotta, grazie alla preghiera trasforma la sua fragilità in sostegno per gli altri, grazie all’amore diventa capace di arricchire il suo prossimo e, soprattutto, offre la sua vita per la salvezza dell’umanità». Si tratta di una pagina bellissima e impegnativa, che racchiude la prospettiva cristiana verso il malato, prospettiva fatta di rispetto e di amore. In questo contesto, sono lieto di annunciare che dal 20 al 26 di marzo il Santuario di Monte Grisa ospiterà le reliquie di Santa Bernadette: dovranno essere quei giorni pieni di preghiera, di devozione spirituale, di rinnovati impegni di carità. Sono lieto pertanto, cari ammalati, medici, infermieri, operatori sanitari, volontari, di darvi appuntamento a Monte Grisa.  E ora chiediamo all’Immacolata Concezione la grazia di saperci sempre relazionare al malato come ad una persona, ma che porta in sé il suo dono da condividere con gli altri.