Visita dell’Arcivescovo al Porto di Trieste

Un Porto in grande crescita e in controtendenza a livello nazionale, una forte progettualità per lo sviluppo, opportunità di lavoro per i giovani: questa la realtà che stamattina ha accolto l’Arcivescovo di Trieste mons. Giampaolo Crepaldi. Un momento unico di cui, come ha riferito il presule, «non esisteva una tradizione di visita così strutturata alla principale realtà economica del territorio».

Ad accogliere l’Arcivescovo, il Presidente dell’Autorità Portuale, Marina Monassi e numerosi dipendenti che hanno voluto partecipare all’evento.

«Numeri come il + 50% nel traffico merci del 2011 sul 2010 e del + 20% nel primo semestre del 2012 – ha introdotto l’incontro nella sede dell’Apt il Presidente Marina Monassi – stanno generando sviluppo economico, posti di lavoro e una maggiore sicurezza per il futuro dei nostri giovani. Molte cose sono state fatte, altrettante ce ne sono da fare ma abbiamo ben presente il valore economico e occupazionale del Porto di Trieste e quanto il suo funzionamento sia importante per il contesto sociale cittadino. L’Apt ha scritto alle cooperative portuali affinché nell’ambito delle prestazioni di lavoro venga posta attenzione alla lunghezza temporale delle assunzioni, in modo da garantire maggiore sicurezza per il futuro degli occupati e delle loro famiglie».

Quella odierna è stata l’occasione per una visita alla chiesa situata al magazzino 55, intitolata a Sant’Andrea e aperta a tutti coloro che gravitano attorno alla realtà portuale. Recentemente l’Autorità Portuale ha eseguito una serie di lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione al complesso in cui è inserita la chiesa.

«A Trieste il legame tra la Chiesa e il Porto è molto forte e il Porto è la realtà economica più importante della Città – ha ricordato l’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi – e ringrazio di cuore il Presidente Monassi per il rinnovato edificio di culto all’interno dello scalo e ricordo quanto la Chiesa tergestina creda nello sviluppo quando, assieme, si riesce a far operare competenza, creatività, buona armonia, rispetto della dignità dell’uomo e della promozione del lavoro. Trieste guarda al mare come fonte di sviluppo dei traffici, a fondamento delle sue numerose vocazioni tra le quali anche quella turistica e accademica. Giocare la carta dei giovani – ha proseguito mons. Crepaldi – è un aspetto fondamentale soprattutto in momenti di crisi: quando le nuove generazioni hanno il coraggio di scommettere noi dobbiamo favorirle, evitando di creare discontinuità generazionale».

L’Arcivescovo, accompagnato dal Presidente dell’Apt, ha quindi visitato la realtà portuale, dal molo VII al terminal Ro-Ro, per poi concludere, accolto da Alfonso Maria Rossi Brigante, presidente della Fondazione Istituto di cultura marittimo portuale Trieste, che lo accompagnato nella visita della ristrutturata Centrale Idrodinamica.

Don Alessandro Amodeo, Cappellano dell’Opera per l’Apostolato del mare e rettore della chiesa di Sant’Andrea del Porto Nuovo, ha volto precisare quanto «la visita di mons. Creapaldi sta a significare l’attenzione della Chiesa diocesana all’ambiente del porto e della gente di mare, per questo motivo l’Arcivescovo ha voluto la costituzione dell’Associazione Stella Maris per tutti coloro che gravitano attorno alla realtà del Porto».

Particolarmente significativo il momento di preghiera comune dell’Ave Maria assieme all’Arcivescovo.

Trieste, 19 luglio 2012